Ugo Foà è ormai un pezzo di famiglia, uno di noi, uno studente per sempre. E ieri è tornato a farci visita, consolidando il suo ruolo di membro ad honorem della nostra comunità scolastica.
Come gli anni scorsi, si è rivolto a una nutrita platea di studenti di terza media, condividendo la sua esperienza di bambino colpito dalle leggi razziali approvate in Italia nel 1938 e raccontata nel libro Il bambino che non poteva andare a scuola. Storia della mia infanzia durante le leggi razziali in Italia (Manni, 2021), lettura affrontata nelle scorse settimane nelle classi e su cui i ragazzi hanno avuto modo di riflettere e confrontarsi.
Ricordando quei giorni difficili, Foà ha raccontato di come le leggi del ’38 gli abbiano tolto il diritto di frequentare la scuola, privandolo degli anni più belli della sua infanzia che solo oggi sta recuperando grazie ai suoi incessanti incontri con le scolaresche di tutta Italia.
Una testimonianza che è un potente messaggio sull’importanza della memoria e della lotta contro ogni forma di discriminazione. Tra i conflitti di ieri e di oggi, Ugo Foà, oggi 98enne, si è aperto generosamente con gli studenti, rispondendo con straordinaria lucidità a tutte le loro domande, invitandoli ad avere cura della memoria e a preservare in ogni tempo e a ogni latitudine il valore della pace.
0